vergogna?

Mi si dice di raccontare la mia vergogna, di aprirmi per fare uscire il dolore perché solo questa è la scrittura seria, quella vera, quella premiata. Sentire queste affermazioni mi consola, mi fa essere certo che la vita va semplificata, va sfoltita, va pulita dai troppi rami sovrastrutturali, va resa lineare, senza aspettative e senza pianificazioni, senza prospettiva. Va mondata dalle etichette troppo semplici da applicare e troppo vuote di senso perché ideate da altri che cercano di appiattirmi nei loro giochi soffocanti. Un cambiamento così importante va iniziato e pianificato lentamente, quindi inizierò a vivere mese per mese, poi semestre per semestre; del resto fino a poco tempo fa pianificavo l’età pensionabile senza capire che tutto il tolto oggi non sarà automaticamente vivibile domani, quindi vivo male da oggi e per sempre = una vera botta di vita!

È alla luce di questa visione che sto rianalizzando alcuni percorsi e alcune scelte passate per capire se sono state più o meno aderenti al filo della vita, per capire se ho mantenuto teso quel filo o se ho cercato di ondularlo, magari a fronte di situazioni dolorose o divertenti. L’ho teso per accorciare le distanze nel dolore e l’ho allentato per aumentare la durata della gioia? Sarebbe solo un’applicazione della fisica o della geometria, a filo teso si accorciano i tempi di percorrenza. Banale , ma vero; le circonvoluzioni e le sovrastrutture ci allontanano dalle mete.

Ho accumulato fiele, invidia, delusione quando non ho raggiunto obiettivi vacui, ho  soffocato la felicità per la stessa ragione; oggi voglio rivedere i miei passaggi e illuminarli, voglio guardarmi indietro con gioia avendo capito che solo una vita illuminata ha valore per me.

Quando mi parlano penso al racconto successivo, alla fine, alla soluzione, al risultato senza ascoltare lo snodarsi degli eventi, ascolto solo le mie idee, spesso a sproposito e fuori tema; alla fine capisco tutto quello che voglio io, quello che dicono gli altri non importa, non importa. Ho vissuto così senza importanza, senza dare e ricevere importanza, senza capire chi avevo di fronte e senza capire chi ero io di fronte. Una vita facile questa che mi presenta il conto all’improvviso, senza preavviso, spesso senza dolore, ma con una riflessione tagliente e senza una cura rintracciabile; spesso è un veleno lento tipo quello del fungo chiamato “angelo della morte”, dolore poi ripresa illusoria, stai meglio solo tre giorni prima di morire soffocato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...