
Mi ha scritto una poesia che vuole leggermi, quando inizia capisco che la conosce a memoria, conosce di quel foglio ogni venatura, ogni lettera, mi aspetto che sia dedicata a me solo per vanità, legge sussurrando all’inizio, ma poi il tono sale leggermente preso dall’enfasi della sua creatura:
Quella luce
Se hai paura di restare solo
Sappi che lo resterai davvero
Quindi ricorda che un tempo non lo eri
Quindi immagina come sarebbe bello ricopiare la vita
E ripeterla di tanto in tanto
Brutto e bello non pretendo
È bello rifare le cose
Conoscere i pericoli e le gioie
Avrei più tempo per vivere
Avrei più tempo per capire che quella luce
È solo la paura che se ne vada
Per anni un buio sordo
I ciuffi degli abeti in quella luce
Sono come i tuoi capelli
Sinuosi solo nella luna
Morbidi solo nella sera
Ci capitò uno spinoso destino, di quei capelli solo il ricordo del vento
Sono caduti col tempo
Anche noi siamo caduti nel tempo
Qualcosa è rimasto
Ho sentito che ti impadronivi delle mie parole e allora mi chiedo cosa dovrei fare adesso, in piedi sul barcone, nel silenzio della notte estiva, attaccato a Marco. Mi preparo a rispondere alle sue domande che puntualmente arriveranno, mi preparo a rispondere su diversi livelli dal più futile “ti piace?” Al sorridente “che ne pensi?” Al vezzoso “E adesso che si fa?” Al tremendo “pensi che stiamo facendo una cosa giusta?” Al devastante “ma io ti piaccio…tu si e molto! “
Lui continua a baciarmi in modo piuttosto costante, testa a destra, testa al centro, naso contro naso, testa a destra, testa a sinistra, pausa, occhi negli occhi, testa al centro e di nuovo tutto daccapo; mani composte sulla schiena senza cercare intimità, io tengo le mani sui suoi fianchi in una specie di ballo comandato dallo sciacquio del fiume, le auto passano sul ponte, sopra di noi senza vederci e questa è la nota veramente erotica della serata; uomini pronti allo sberleffo ci passano sopra, vero erotismo questo.
Siamo veramente intimi adesso seduti a baciarci sul barcone, adesso la sua aria è diventata meno pesante, sono spariti fumo ed angoscia, restano passione e sospetto nel fiato; la sua gamba nuda scorre il mio jeans, sento lo struscio sulle cuciture e penso che la serata dovrebbe finire qui.
Devo correre a casa adesso, guardo il fondo del barcone e mi alzo, risalgo in silenzio, mi siedo sul motorino, lo accendo e parto nella notte; lui dietro, il rumore della sua vespa mi sembra riproponga continuamente la stessa domanda, poi vedo le luci di Carpi e mi sento subito meglio, il calore della città mi consola.
Sento riaffiorare la sensazione che provavo da bambino davanti ad un disegno, ero bravissimo a mettere dettagli che poi sparivano quando coloravo; ricordo in particolare il disegno di un lago con le papere, avevo disegnato i becchi, le code, le nuvole, le alghe, l’erba, le chiome degli alberi e poi tutto scompare con pennellate veloci e imprecisi, tutto il prato verde, tutto il lago blu, tutto il cielo azzurro e la montagna in fondo marrone. Spariti i becchi gialli delle papere, le alghe, le chiome, solo colori bagnaticci che coprono come un lenzuolo il bisogno di dettagli: per tutta la vita non ho capito l’importanza dei dettagli, ho coperto tutti e tutti usando colori forti e coprenti, li ho presi direttamente dal tubo senza diluirli per rendere ancora più frenetica l’esistenza di tutti, compresa la mia.
Davanti allo stadio ci separiamo, sorridiamo, occhiolino e domani a scuola ci vedremo uguali a ieri, anche questo mi eccita particolarmente, ma non voglio condividere; domattina guarderò la sua bocca e penserò che mi ha sfiorato nel buio, la vedrò bellissima e allora sarà vero amore? Controllerò le sue mani e mi stupirò del capirle? Guarderò i suoi occhi e cercherò improbabili risposte a tutte le domande? Ma lui mi guarderà e cercherà le stesse risposte? Questa notte sarà la prima o è stata l’ultima? Con questi pensieri rientro a casa, solite bugie ai genitori e poi il sonno beato del nuovo amore. Non penso a Marco, penso però all’idea eroica dell’amore e sono vagamente emozionato, ma penso che conserverò le mie energie per domani, mi aspettano risposte molto pesanti.
Ne uccide di più un finto innamoramento dell’alcool! Marco capirai da solo e molto presto che nessuno è abbastanza ricco per ricomprare il passato, nessuno lo è.



