LA STORIA SI RIPETE – SI, IO TI SALVERO’ – REFERENDUM

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Non ci vuole uno storico. Lo abbiamo già visto altre volte. No. Noi non lo abbiamo visto. Lo hanno visto i partigiani. Lo hanno visto i vecchi, quelli veramente vecchi. Il ripetersi della storia.

Becchi una fase storica di sconforto e di povertà. Ti metti in piazza urlando: “io vi salverò se mi votate” e “vi prometto che vi salverò” a dirlo è il piccolo uomo in questione, perché sempre di piccoli uomini si tratta, quelli che promettono di diventare il tuo SALVATORE.

Per quanto piccolo, per quanto morfologicamente insignificante, non emerge ai propensi al SI, la bugia, l’inganno, sua e di tutto il suo entourage ma si vede solo quello che si vuole vedere: LA SALVEZZA! COLUI CHE MI SALVERA’.

Ora tocca a noi. Italiani. Dal 1945 ad oggi sono passati, 71 anni. Ed è ora che qualcuno salvi il popolo. Ma quale tipo di popolo vuole essere salvato dal “lui” di turno?

Per quanto possa sembrare diversa la situazione, il principio meccanico della disperazione e della fame che brama l’arrivo di un salvatore è rimasta la stessa. A pensarci, da oltre 2000 anni.

Ho tentato senza pregiudizi di capire chi fossero coloro che voteranno SI ad una riforma dittatoriale in cui il proponente di una legge diverrà colui che sceglierà coloro che la legge dovranno approvarla. Meccanismo usato da Hitler una volta eletto con i cattolici e non parliamo di Mussolini.

Io SALVATORE ti SALVERO’, e FACCIO TUTTO IO.

Ho capito che questi elettori del SI, hanno una caratteristica in comune: Non hanno bisogno di pane, di una casa, di un bene. Hanno bisogno di qualcuno che li salvi dalla loro casa interiore svuotata di forza vitale, una casa arredata dalla resa.

In comune queste persone, che fanno viaggi, vanno in ristoranti, vivono in case per lo più di proprietà, posseggono un auto e un lavoro e alle quali dunque non manca in realtà nulla di fatto,  sono vuote di speranza, sono sfinite, sono senza gioia. Se allora, in un tempo storico già visto,  il vuoto da colmare erano i beni che dovevano riempire lo stomaco, come fecero i due omuncoli citati, oggi il vuoto da colmare di questi propensi al SI è nella loro vita psichica ed emotiva.

Sono persone stanche. Sono persone deluse. Sono persone sconfitte. Non dalla fame, nemmeno dalla delusione politica alla quale in realtà sono poco interessati, non dalla sete, non dalla morte o le persone perse per il cammino, ma dalla loro vita disattesa: Genitori che non sono stati quelli che avrebbero voluti, matrimoni falliti, figli mai arrivati, carriere mai raggiunte, vite gestite in recupero, l’incomprensione del mondo e non ultima: LA SOLITUDINE, quella tra le 4 mura con se stessi che sfocia con una crudeltà impietosa e porta a sentirsi ormai impotenti a tutto…. accontentandosi disperatamente del meno peggio. DEPRESSIONE. Abbiamo a che fare qui, con persone, esseri umani come noi che arresi dalla loro stessa vita, protetta e colma di beni, cercano il SALVATORE che li traghetterà con i pieni poteri decisionali verso la vita sperata. “Che facciano loro, io sono stufo”.  Una vita che dietro i selfie, le belle case, gli oggetti, le apparenze, i sorrisi,  è morta e della quale ne bramano la risurrezione.

Ultimo tentativo per recuperare una MATER nello Stato, forte e autoritaria, che mi dia VITA! La mamma e il papà di recupero. Ultima occasione, ultimo treno.

Non sono interessati ai pannolini nelle scuole, la corruzione dei politici, le infrastrutture carenti, i favoritismi, la dispersione delle risorse economiche pubbliche…, nel loro inconscio cercano DELEGANDO TOTALMENTE, qualcuno che gli regali una vita che hanno perso.

E se nella storia passata era la fame a guidare la volontà dei popoli oggi è la disperazione umana.

 

Mi dispiace molto per loro. Sinceramente.

Fortunatamente l’Italia è anche rabbia, forza, vita, energia. E’ fatta di persone ancora vive, di qualunque età, non deluse dalla mamma o con il marito sbagliato o una vita persa, ma INCAZZATE.  Persone che non si accontentano del meno peggio come gli elettori del SI o come gli americani (Clinton VS Trump) che sono sempre stati un grande esempio di disastri, che siano alimentari che sociali che politici.

Questa Italia è ancora tanta. Quella della forza e della speranza.  Un Italia che è fatta da italiani che intendono rialzarsi da soli e più forti di prima dalle sconfitte della vita. Non hanno voglia di delegare. Non intendono affatto delegare. E questa Italia con questi italiani, salverà in questo giro, dal piccolo uomo di turno, nel quale gli sconfitti cercano una masochistica ennesima salvezza, tutti, anche loro. E lo farà senza rancore, ma con quella commiserazione sana ed empatica che questo tempo ci permette di avere e di cui siamo eticamente doverosi verso chi ne ha bisogno.

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

A questi miei amici e italiani come me, vorrei chiedere un attimo di riflessione. Fermatevi un istante.  Chiedetevi se è il caso, ancora una volta nella vostra storia e nella nostra, di demandare qualcuno a darci quello che ci manca o se non fosse il caso di non mollare mai le redini del proprio destino, per quanto stanchi e sconfitti ci sentiamo. Perché sappiate, che nessuno avrà mai nella vita più cura di noi se non noi stessi. Nessuno. Nemmeno i nostri genitori, quelli idealizzati compresi.

Grazie a tutti per l’ascolto.

Viva l’Italia.

 

 

2 pensieri su “LA STORIA SI RIPETE – SI, IO TI SALVERO’ – REFERENDUM

  1. Grazie per queste parole che interpretano completamente il mio pensiero. Sono un’italiana che vuole vivere e lottare affinchè il nostro bellissimo paese dica no perchè sono fra quelli che non si arrendono

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  2. La tua spiegazione non fa una piega avere il coraggio di ribellarsi ad un sistema che non va proprio cmq vada rimanere con i propri principi e perseverare sarà già una grossa vittoria grazie

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