DIETRO LA GRATA

Emma l’aveva salutata semplicemente voltandole le spalle come era sua abitudine da sempre.

Anche adesso nell’ora dell’addio definitivo nessun gesto pacificatore. Bianca era rimasta a guardarla e ad aspettare che dietro di lei si chiudesse per sempre la porta del chiostro.

Poche parole prima del silenzio a cercare di riannodare i fili che la vita, le scelte o un demone nascosto avevano confuso per sempre.

“Vorrei solo il tuo perdono. Non lo merito , non fa parte del gioco, ma tu ora non fai più parte di questo mondo ed i suoi giochi ti sono lontani. Per la mia pace, che non sarà mai pari alla tua, non posso andarmene cosi’!

Emma l’aveva guardata e lei non aveva saputo leggere il suo sguardo: le pareva che il ghigno beffardo che ben le conosceva non la avesse abbandonata nemmeno adesso.

 Il gioco del mondo doveva continuare: un vincitore ed un vinto e a soccombere adesso doveva essere lei.

Passarono dieci anni. Nessun filo riannodato, niente che avesse riallacciato le vite delle due sorelle: quella di Emma al riparo, dietro la sua grata, dalle brutture del mondo e quella di Bianca che dal mondo aveva cercato di cogliere a piene mani.

E adesso quella lettera inaspettata che Emma aveva ricevuto nella quale Bianca chiedeva di poterla incontrare, davvero per l’ultima volta diceva. Si era chiesta che cosa ancora potesse volere da lei, che cosa ancora fosse rimasto in sospeso. Tutto quello che poteva portarle via già glielo aveva preso: l’amore, la giovinezza, la gioia. E lì l’aveva segregata perchè se era in quel luogo senza tempo, era lei che ce l’aveva buttata: lei e lui, lui che non aveva più nemmeno un nome,  nemmeno nel pensiero.

Di chiedersi cosa volesse non aveva smesso fino a quando se l’era trovata davanti invecchiata e spenta.

“Lui non c’è più” le aveva detto con la voce ferma che non si aspettava. Immobile, gli occhi fissi nei suoi.

“Sono qui per chiudere il cerchio e i conti, per riaffidarti tutto quello che ti ho portato via.

 La parte migliore di noi è rimasta dietro quella grata, questo continuava a ripetermi lui. La parte migliore, quella a cui appartengo anch’io e lo comprendo solo adesso.

E qui, adesso, quell’amore che ti ho rubato ti riconsegno perchè sia tu a conservarlo, te lo meriti. Io merito solo oblio, senza ricordi, un futuro breve e doloroso”

Adesso era Emma a non riuscire a rimanere immobile, gli occhi velati che seguivano Bianca, le mani avvinghiate alla grata.

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