Cotoletta milanese & Silenzio asiatico

cotolettaGiusto ieri tre amici, un trittico di strani soggetti, uno di loro ero io, l’altro mio fratello e l’altro il mio compagno, si arrecano in un prestigioso ristorante milanese a mangiare la cotoletta alla milanese, appunto. La gita aveva come tema: il panettone deve essere di Milano altrimenti non è il panettone.

Si fa il giro delle varie pasticcerie dalle quali prelevare da ogni una il panettone artigianale grazie all’ausilio del da me infinitamente amato navigatore satellitare incluso nello smartphone che ti guida meglio di Virgilio o Cicerone e si arriva in un attimo alla destinazione desiderata. Niente chiedere in giro per dove si va per come ci si arriva liti stress e ingiurie…!

Che sciccheria! Una cotoletta 30€! Superato il mio shock dettato dal superfluo di quella eleganza non più ricercata da me perché non è quello ciò che conta, ci ritroviamo con Ponino il chihuaua seduti ad un tavolo in un angolo del locale. Pono si accuccia sul suo plaid e tutti siamo felici.

La fauna che si genera attorno a questo trittico chiacchiericcio e divertito è la seguente:

Una simpatica anche elegante tedesca rigorosamente bionda sui 50 con compagno baffuto e morbidoso a due tavoli da noi, una coppia elegante al nostro fianco destro dove lui parla con la bocca pienissima e favola delle favole a completare il quadretto al nostro fianco sinistro, che ci separa dalla coppia tedesca, una coppietta composta da due uomini trentenni circa. Uno un brutto asiatico alto grosso e grasso con il volto della morfologia di una patata mal riuscita in natura. Avete presente quei nasi schiacciati verso l’interno al centro del volto? L’altro un più giovane biondino stile ‘Miami sono qua’ a maniche corte con i bicipiti ben in mostra a giusta ragione.

La tedesca parla gioiosa con il compagno, il trittico non riesce a star zitto un secondo notando ogni singolo dettaglio di ciò che accade attorno giusto per farsi un po i fatti propri come al solito, l’elegante sulla sinistra continua a masticare a bocca piena e l’asiatico con il principe di Bel Air ordinano nell’ordine una Coca 0, una birra e un rosso decantato. Con un preambolo del genere come fanno gli altri a non stare zitti. Una specie di fotomodello biondo accompagnato da un brutto asiatico che bevono Coca, Birra e vino rosso decantato non possono non essere notati. Sta di fatto che in effetti, il trittico un po pettegolo, come degne comari con discrezione, a parte uno dei tre, il solito, il mio compagno,  che non fa altro che voltarsi per ammirare i bicipiti delle braccia e il biondo dei capelli e l’azzurro degli occhi del principe di Bel Air, non può non commentare anche questo mentre si svita il collo come un contorsionista esperto. Ma il pranzo tra coca 0, birra, vino rosso decantato e pettegolezzi dei commensali silenziosi come si conviene in questi luoghi da 30€ a cotoletta tutto procede.

Si sa, dopo i primi entusiasmi ed esauriti i pettegolezzi nel contesto ristretto e l’allenamento coltivato in anni di esercizio a spettegolare, si è fatta la radiografia della situazione in breve e gli argomenti si esauriscono. Sistematicamente uno controlla i messaggi sullo smartphone, l’altro trova un problema che non riesce a risolvere sullo smartphone, l’altro cerca la soluzione al problema da risolvere all’altro sul suo smartphone. E il trittico si concentra in attesa di novità e del cibo ogni uno sul proprio smartphone. Un po di sana noia sopraggiunge ma la novità si presenta subito.

Arriva un cameriere che con fare molto professionale sparecchia  ponendo stoviglie birra e caraffa di vino decantato su un carrello ciò che c’era sul  tavolo dell’asiatico perché questo, che pronuncia ad alta voce: “I want another place, here it’s to noise!” lascia perplessi, un nanosecondo, tutti.

La tedesca di fianco a loro specifica al suo accompagnatore che vogliono cambiare tavolo perché è troppo rumoroso l’ambiente, secondo lui. Questo ed io non possiamo che guardarci in faccia, divisi dal tavolo che viene sparecchiato scambiandoci delle smorfie di sorpresa ridendo con tanto di asiatico nella stanza, Bel Air che si alza ubbidiente, il cameriere che continua a sparecchiare e la simpatica tedesca che mi guarda facendo il gesto simpatico di chi si chiude a chiave le labbra e butta via la chiave facendo intendere un simpatico ed ironico imbarazzo; gesto che apprezzo e ripeto esattamente  uguale come intesa comunicativa e coesione all’opinione.  Lo stesso divertito imbarazzo del resto della sala che sorrideva sotto i baffi e nemmeno tanto.

Non ho potuto evitare di alzare la voce verso la simpatica tedesca urlandole in tedesco: ” Auf dem Himalaya wurde er sicherlich einen geeigneten Platz fur sich finden…” (Sull’Himalaya troverebbe sicuramente un posto adatto a lui).

Mio fratello che si gira verso ‘Svitol’ e dice: “Bona questa (intendendo me) fritta!”

La tedesca dopo un attimo di interdizione per la risposta in lingua madre e la battuta sorride con il suo commensale, l’asiatico sparisce con il suo cagnolino biondo.

Che ci posso fare se ovunque un marchetta si presenta con il pappone, a prescindere dall’età dell’accoppiata questa suscita stridente rumoroso imbarazzo?

Il rumore non erano le chiacchiere di tutti, ma l’assordante silenzio tra l’Asia e Bel Air. 

Costruiteli i rapporti, non comprateli.

 

 

 

Lapo my Love

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Indubbiamente questo uomo ha dei problemi. Di dipendenza certamente. I più gravi invece affettivi ed educativi.

Questa mamma insomma, tanto mamma non è stata ed è un dato di fatto che tutti abbiamo bisogno di una mamma, e di un papà certo, che ci ama e ci protegge anche limitandoci, anche se sei ricchissimo.

Forse Lapo non hai avuto quell’amore, ma nonostante le castronate che combini, il mio ce l’hai.

 

Diritti & Lavoro SpUmani

Riepilogando il percorso storico dei lavoratori italiani è andata così:

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  1. SFRUTTATI SENZA DIRITTI
  2. CONQUISTATORI DEI DIRITTI
  3. POSSESSORI DEI DIRITTI
  4. ACCANIMENTO AI DIRITTI
  5. MERCIFICAZIONE DEI DIRITTI
  6. SVENDITA DEI DIRITTI
  7. ANNULLAMENTO DEI DIRITTI
  8. RINEGOZIAZIONE DEI DIRITTI.. NO, QUELLA NO, NON CI E’ STATA

All’insegna di chi troppo vuole nulla stringe a forza di parlare di diritti la parola DOVERI se la sono giocata come quella dei DIRITTI

DRITTI direi!

Legge del 5 febbraio 2003 n. 30 + Art. 18 Governo Renzi

Dedico questo articoletto a tutti quelli che, quando io urlavo alla vergogna sull’inserimenti introdotti da Marco Biagi, gli ancora aventi un lavoro a tempo indeterminato se ne fotterono ampiamente, convinti che loro il posto tanto, non lo avrebbero mai perso e che quelle norme riguardavano altri.

Qualche sassolino bisogna anche toglierselo dalla ciabatta Gucci ogni tanto

 

Libertà e Cattiveria

In fondo è così, tutti coloro che inneggiano alla libertà sono liberi di manifestare ogni propria opinione.

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Questa terribile meravigliosa libertà che permette a chiunque di dire, scrivere, pubblicare, trasmettere ogni singolo istinto di pensiero purché… non sia la cattiveria a limitare la libertà degli stessi. Dove la contraddizione è di per sé cattiveria.

In pratica io sarei tenuto a tenere la bocca chiusa e lasciarti libero di dire le peggiori accozzaglie della tua vita per dare sfogo ai tuoi peti e o tacere o accondiscendere? Ma figuriamoci! Vi prego non scherziamo… . Togliermi il divertimento di dire in faccia ad un demente che è un demente per non ledere la libertà del demente ad essere demente? E io poi con chi mi dovrei divertire a dare sfogo ai miei più bassi istinti, con gli intelligenti? I colti? Gli eruditi? Lì un contraddittorio sarebbe una fonte di energia e di apprendimento. No, ci siete voi, per sollazzare la mia vena. Di materiale ne fornite ogni giorno a quantità industriale, io non faccio altro che degnarvi di considerazione e punirvi per avere osato voler essere senza essere. 

Possa essere colui che esercita un abuso di potere, possa essere colui che inneggia criminali come i dittatori, possa essere un giustificatore dell’ingiustificabile, l’inventore della dieta a base di grasso e carboidrati, il guaritore degli omosessuali, il medico con la quinta elementare, il chimico falegname, chiunque possa essere e quando e dove vuole, la contraddizione del suo essere libero di dire quello che gli pare è contraddetto solo ed unicamente dalla cattiveria, secondo esso, specialmente se questa è azzeccata in pieno.

Detto questo, io sarò cattivo, fino all’ultimo giorno della mia vita. 

Sappiatelo, voi altri, se vi sentite lesi della vostra libertà, io vi risponderò, a tono e sempre, scarafaggi!

scarafaggi

 

 

FIDEL – MORTO! Finalmente! Troppo tardi!

fidel

Chi mi conosce sa bene quanto io sia contrario alla longevità moderna, artificiale, costrittiva. Ogni volta che muore un over 85 il mio commento è: Era arrivato il suo momento.

Oggi quando ho letto è morto FIDEL non ho potuto non pensare: “Oltre 9 decenni in ritardo è arrivata questa morte!”

Leggo mirabili memoriali su questo favoloso uomo che ha dettato sulle anime pari e peggio gli Zar russi che erano proprietari delle terre e delle anime dei loro sudditi.

Per liberare Cuba dal capitalismo americano ha usufruito di quello russo, governando sulle anime e sulle terre cancellando le anime! 

Tant’è che questi miei connazionali che esaltano il caro Fidel non hanno dovuto fare marchette per stare un pò meglio con tutti i zozzoni del mondo che vanno a Cuba per scegliere dal menù il manzo o la manza di turno, non hanno dovuto sposare orribili uomini unti e inguardabili per farsi portare via da Cuba e sfornare subito figli come garanzia della loro libertà, non hanno dovuto farsi fare i raggi x anche all’ano per avere un passaporto ma hanno dovuto compilare un semplice modulo e andare in questura a farselo consegnare, non hanno dovuto subire l’impedimento di avere una rete wi-fy, un cellulare, la comunicazione con il mondo, la libertà di accesso a tutto, a terre, a proprietà ad ambizioni.

Questi fenomeni del comunismo FidelCastriano di “Castronate” ne hanno fatte, e se lo sono potuto permettere grazie al fatto che non era Fidel a governarli ma una complessa democrazia in uno stato LIBERO!

Oggi son li che pubblicano in sua memoria fotografie e frasette, fottendosene altamente delle persone che sono state schiacciate da un dittatore folle, sul loro Smartphone da 900€ con la libertà di accesso a FACEBOOK!

Ma andate a vivere a Cuba e non tornate più. Grazie

 

 

Fanatismo e Romanticismo – Di Battista, il suo libro e le ragioni del NO!

Una vita non sempre facile, spesso molto difficile, un mestiere che richiede la capacità tecnica della previsione sono stati gli elementi che più di ogni altro mi hanno allenato alla preveggenza.

Sono sempre stato un perfetto preveggente passionale. Non sul lavoro, ma nella vita certo. La verità è spesso, quasi sempre, talmente fredda e cruda che quel pizzico di romanticismo mi salvava dal pensare come una macchina. Un pizzico di un ingrediente che può rovinare la minestra della vita.

Con il M5S ho avuto il mio ennesimo battesimo sulla realtà fredda e priva di alcun romanticismo.

Mi sono ritrovato spiazzato quando su Facebook il deputato Di Battista Alessandro, un giovane brillante e anche bello mi pubblica la sua presentazione personale del libro scritto da lui e edito dalla Rizzoli.

Già, è sempre quello che analiticamente ho sospettato e saputo:

l’occasione fa l’uomo ladro.

Il romanticismo mio, quello che ho dentro, il sogno, la speranza, ha voluto credere in un movimento. Un onda di princìpi che avvolgesse l’intera nazione per, finalmente, tirare fuori il meglio di noi. L’onestà. Un paese in cui l’onestà è un lusso e costa molto caro. Persino nel momento in cui vai in un ufficio pubblico e devi essere tu a ‘comprare’ la cortesia dell’impiegato pubblico per non avere problemi ad avere quello che ti spetta di diritto.

Quel maledetto romanticismo che mi ha voluto spingere a seguire l’onda, ma sempre con un occhio teso alla visione analitica della questione, della vita, delle conseguenze.

Quel romanticismo che cavalcavo con speranza, chissà forse l’ultima data la mia età, in cui uomini e donne, belli e giovani con la forza e la determinazione di chi sa cavalcare le passioni annega tutto il marcio in noi come uno tsunami buono. Mi ricordo di Mosè e rido di me stesso.

Apro Facebook e non trovo altro che questa scena:

L’ennesimo deputato, politico, Di Battista Alessandro, che pubblica un libro con una casa editrice grande e famosa e che sull’onda della fama costruita sul romanticismo della speranza sfrutta il seguito che lo rincorre e lo difende a discapito di ogni forma di buon senso. 

Venderà molte copie quest’uomo. Non più bello, eroe, coraggioso, forte, puro e sano. Un semplice uomo che come tutti i comuni mortali che cade nelle trappole del proprio io.

Per questo, anche, io voterò NO

Finito un altro sogno.

 

 

 

PRINCÌPI E PRÌNCIPI

principe

Basta l’accento al posto giusto o al posto sbagliato che tutto cambia.

Spesso capita che difendiamo il prìncipe ad ogni costo.

Che sia il calciatore nostro, che sia la nostra star musicale, televisiva, cinematografica, artistica, scientifica… noi questo prìncipe lo difendiamo. Ad ogni costo. Quante litigate che ho fatto. Ho apertamente disprezzato per princìpio, il prìncipe Lucio Dalla, che avrebbe potuto e dovuto, a mio parere, dire al mondo quanto gli piaceva l’uccello, specialmente a fama e ricchezza affermata, se non altro per il princìpio di libertà, sua e magari contribuendo a quella di molti altri. Tanti altri artisti lo hanno fatto, ben più famosi e ricchi di lui con cifre economiche ben più importanti messe a rischio sul piatto.

Perchè io mi ritrovo sempre difendere il princìpio e mai il prìncipe? Che fatica! Vogliamo parlare di quel famoso regista geniale inarrivabile accusato di pedofilia ma ciononostante innalzato a prìncipe per la sua arte, idolatrato e rincorso?

La stessa cosa ora mi è successa con Di Battista, il prìncipe, e il suo seguito. Io non ritengo che sia un buon princìpio pubblicare un libro a proprio nome durante un mandato elettorale che difende princìpi e non mi importa se a pubblicarlo è stato il mio stesso prìncipe. Il princìpio del mio essere non mi fa diventare scrittore in una fase di fama dovuta al fatto anche che sono politico di una corrente fondata sui princìpi.

Dire questo del defunto Dalla, come se non lo avessi mai detto quando era in vita e dire quest’altro del mio prìncipe Di Battista, ti rende esposto in modo tale, da doverti difendere dalla corte che ama il suo prìncipe.

Quando impareremo noi, popolo di nobili strapieno di prìncipi e così mal colmo di princìpi, mai in nessun paese furono nominati tanti prìncipi per accontentare i Papi nella storia a non andare tanto per il sottile coi princìpi, che il princìpio non ha storia, ma è solo quello?

Il princìpio, quello vero, costa. Tantissimo. Ed è solo difendendolo fino alla morte che si ascende prìncipi.

 

Ricky Martin… a me mai nà Gioia!

Io lo confesso pubblicamente!

Cioè quello sciacquetto si è ritrovato Ricky che si inginocchia a chiedere la sua mano??????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ma cosa avrà questo che io non ho! A parte Ricky ovviamente!

anatomia-del-ginocchioRicky anche tu… che ti inginocchi?! Ma mi sarei spalmato io ai tuoi piedi senza far si che il tuo strato cutaneo adorabile che tutela e protegge la tua preziosa rotula che protegge la tua capsula articolare, che protegge il tuo legamento, il tuo menisco mediale, il tuo legamento crociato posteriore e anteriore e pure quello superiore e inferiore qualunque altra cosa protegga, potesse subire il minimo sforzo, il minimo peso, il minimo attrito. E se proprio proprio dovevi inginocchiarti a me, prima mi sarei strappato il cuore dal petto per farti appoggiare sul morbido caldo del mio amore per te.

Detto questo, A ME TU TI MERITAVI NON A QUELLO LI, A ME!

Ecco, io l’ho detto, anzi, l’ho scritto!

 

Premi non Premi

nobelC’era una volta una nazione che elargiva il premio massimo dei premi. Chi produceva qualcosa di eccezionale nella sua opera umana che simboleggiasse un bene per il mondo intero, questo veniva premiato. Perchè quel povero Sig. Nobel, che tanti ha ucciso con la sua dinamite, anche se in realtà non ne voleva uccidere nemmeno uno, tanto s’era pentito che ha istituito un riconoscimento per chi del bene ne ha solo fatto. Un premio.

Poi Emma diventa una star con Maria, Madonna una cantante pop, LA cantante pop, e io uno scrittore…, tant’è che mentre prima quando a uno dicevano: “Guarda che hai vinto il Nobel”, questo, di qualunque categoria, mancava poco che mancasse.

Se dunque Maria fa diventare Emma una cantante, Madonna diventa una cantante, io uno scrittore, ma perché non assegnare il Nobel per la letteratura ad un cantante? Detto, fatto!

Giustamente questo, Dylan, si è detto:

” Ma se danno ad un cantante un premio così per la letteratura non è il caso che mi scomodo fino a lassù, ormai lo danno a tutti!”

 

Percezioni Ricezioni

  • 1310489_renzi-berlusconi-bacio-600_thumbSe il mondo è arrivato a pensare che un miliardario può tutelare il tuo destino meglio di un politico, abbiamo detto tutto sul politico.

Certo, il nostro non è miliardario, forse, imprenditore, forse, ma quelli dietro di lui senza alcun dubbio