Valeriona nazionale fa emergere l’anima dell’Italia! Il “NO” al referendum

valeriona

Se inizialmente incuriosito della natura dei cosiddetti VIP italiani, (direi alquanto amorfi, pigri, privi di energia vitale, oziosi) poi invece sono stato entusiasta di tale show.

Lo spettacolo ha offerto la natura del doppio, tipica italiana. Il personaggio e la persona messi a confronto.

Nessuno come Valeriona  nazionale ha potuto incarnare il concetto superbo del personaggio e persona e quanto è emerso, è stata la conferma che noi italiani siamo bravi a farci ma non ci siamo.

Valeriona nazionale, come i nostri attuali leader politici e appartenenti a tale corrente, la banda PD&Co. per intenderci, vivono una simbiosi personaggio persona.

“La persona si sente il personaggio!”

Li trovi a manifestare la loro essenza rinnegando e ribaltando ogni singola espressione del loro essere mantenendosi in piedi in un equilibrio maestoso con una  tecnica superba. Scoraggiano qualunque interlocutore che ad un certo punto nulla può contro la – NON ARGOMENTAZIONE –  e gli viene a mancare la parola.

POI PERO’ L’ITALIA VA AL VOTO. L’ITALIA VA AL VOTO e  si scopre che facciamo finta di non capire, ma capiamo benissimo;

“Cca nisciuno è fess”

e Valeriona nazionale dopo un estenuante e faticoso ping pong tra personaggio e persona, finzione è realtà….

è stata buttata fuori !

Perchè penso che Renzi e la banda PD farà la stessa fine con questo referendum costituzionale?

La risposta della banda PD&Co. la conosco: “Tu vaneggi, quel che dici non è vero, non ha senso, è follia, è falso. ” e ciò che amo in loro è che mentre pronunciano queste affermazioni, il personaggio crede alla persona e vice verso.

 

 

Chi lo avrebbe mai detto che avremmo rimpianto…?

Una grande psichiatra nel suo studio un bel giorno, ascoltando un paziente che lamentava come la televisione proponeva esempi di demerito facendo emergere incapaci a cantanti, attori, ballerini, modelli e a opinion leader, intellettuali, giornalisti ecc… rispose:

” Chi lo avrebbe mai detto che avremmo rimpianto Enrica Bonaccorti? “

Ed è andata avanti così giorno dopo giorno. Il fenomeno emersi dal nulla a diventare tutto ha avuto seguito e il nulla è diventato tutto. Per tutti.

” Chi lo avrebbe mai detto che avremmo rimpianto…..” 

UOMINI E DONNE ETERNO DILEMMA…

hqdefault Anche questa mattina, al bar, dove incontro in modo del tutto casuale un’agente di polizia, uomo, che mi fa notare la simpatia e l’allegria e la bellezza della banconista, a seguito di una battuta divertente con il suo collega, al contrario delle sue colleghe che definisce ”acide e imbruttite”.

Da lì l’argomento si estende all’uguaglianza e la diversità tra uomini e donne, e definisce che in fondo le colleghe non hanno mica tanta voglia di stare in strada… ma quanto più negli uffici. E intelligentemente lo definisce ”normale”. Perché intelligentemente capisce che le donne sono diverse dagli uomini e che in fondo, nella polizia, nell’esercito, nei luoghi di ”combattimento e violenza” poco hanno a che vedere. Mamma mia SOLDATO JANE che casino che hai combinato!!!! E comunque in questo discorso – pseudo maschilista – una donna presente confermava la rivendicazione alla femminilità e ai ruoli appartenenti più alla donna che agli uomini. PERCHE’, DICEVA LEI, PERCHE’, DICEVA LUI sempre al bar, SIAMO DIVERSI.

Effettivamente dopo avere sentito qualche settimana fà, sempre al solito forum televisivo delle 14.30 in RAI una partecipante ospite dire: ”ho letto un libro di uno psichiatra americano che spiegava che gli uomini e le donne sono fondamentalmente diversi…”per poi iniziare una simpatica insinuazione del fatto che gli uomini sono inferiori perché ragionano attraverso il testosterone….. GRAZIEEEEEEEEEEEEEEE ci volevi tu, e ci voleva lo psichiatra americano e ti ci sono voluti 48 e forse più anni per arrivare a questa semplicissima equazione, avrei voluto dirle…….

Sweet love 🙂 

Il mio primo POST: NON TOCCATEMI IL MIO OSCAR!!!!!! 0 divento pazza!

Questo è il mio primissimo articolo sul mio insignificante blog. A questo sono particolarmente affezionato. Nel frattempo hanno distrutto anche il Nobel, ma il concetto è lo stesso. Anche se è del 2009, certe cose, purtroppo, non passano mai di moda. download-1

Gentile direttore Raffaella,

ho letto con molto interesse il vostro numero 9 del 7 marzo 2009 di GIOIA. Quello che mi ha colpito maggiormente è stato lo stupendo commento di Guia Soncini, pagina 32. È talmente fastidioso confondere la cultura, l’intelligenza, la capacità di valutazione e di giudizio con la presupponenza, presunzione, delegittimazione del prossimo, persino l’insultare, che non ho potuto fare a meno di scriverle al fine o nella speranza che lei possa magari riflettere sul fatto se un mucchio di ‘’cacchetta” sia ancora tanto di moda nel mondo (qualcuno dovrà essersi accorto che la cacca fa puzza) o se forse in realtà i tempi stanno cambiando e la gente normale, quella vera, non abbia voglia di imparare piuttosto che sputare?

Ma insegnare è difficile, richiede contemporaneamente cultura, capacità, talento, passione ma anche umiltà, e di quella, mio caro direttore, ne sono ancora alla ricerca a pagina 32.

Leggo: per un minuto è stato bellissimo. Ripagandoci di tutto: la più noiosa cerimonia degli Oscar da che io abbia memoria, condotta da un manzo da musical invece che da un comico (e, siccome i produttori della serata sciocchi non sono, accortisi della pochezza di Hugh Jackman hanno perlopiù lasciato che la premiazione scorresse via senza che il presentatore presunto entrasse mai in scena, se non per un paio di balletti)

commento: è lo spettacolo più famoso del mondo, ne hanno fatti quanti? La Soncini, quante lune ha alle spalle per parlare di “memoria” con cognizione di causa? Quante e quali capacità organizzative? Ne ha prodotti molti di spettacoli? Sa come si organizza lo spettacolo più grande e importante del mondo in ambito cinematografico? Eppure con la stessa disinvoltura con la quale una papera defeca su un prato sputa il suo personale, “professionale”, “competente?”, “tecnico?” giudizio. Ne avevamo bisogno, e i produttori ne faranno prezioso uso del parere di una competenza illuminante come quella della Soncini. Perdonate la mia ignoranza, non sapevo nemmeno che esistesse la Soncini prima di leggere l’articolo, ma sapevo che esisteva la notte degli Oscar. Forse questo dovrebbe fare già intuire cosa è lo spettacolo tanto mal giudicato dalla Soncini e cosa sia invece la Soncini. Volevo dire.. ho letto, e avete fatto benissimo a specificare che ha scritto un libro che si intitola…xxxx in modo tale che si capisse cosa fa la Soncini nella vita, ma… quel ballerino noioso impresentabile poco presente sul palco perché non comico ha presentato la notte degli Oscar e si è trovato lì, la Soncini nell’ambito dello show business o a livello letterario può fregiarsi di un vanto/premio equiparabile a quello così mal giudicato sempre dalla Guia Soncini? Non mi pare.. si chiama Soncini, non Eco…, non Woolf, insomma parliamo di una che se non si scrive che ha scritto un libro nessuno ricorda che ne abbia mai scritto uno, ma la Soncini può permettersi di sputare su una star dei Musical. Lei è la Soncini…capirai….

A tale proposito in termini di fama, raggiungimenti, ottenimenti, capacità, successi, sempre giudicati dalla Sig.ra o signorina Soncini leggo: Meryl Streep che cerca di decifrare cosa le stia dicendo Sophia Loren; commento: povera Soncini, lei con il certo perfetto americano, si, che sarebbe capace di farsi capire da Meryl Streep, peccato che forse Meryl Streep che sa perfettamente chi sia Sophia Loren e sia ben lieta di decifrarla, non so se lo sarebbe altrettanto nel farlo con la Soncini. Leggo: la magnanima risata di Angelina Jolie a una (brutta) battuta di Jennifer Aniston; un premio a Penèlope Cruz per una parte ridicola nel più insulso film che Woody Allen abbia mai girato; Le cosce di Beyoncè, ogni una delle quali ha la circonferenza del mio punto vita (e io non ho certo il punto vita di Rossella O’Hara (dio che metafora, ci è voluta l’università per diventare scrittrice e poi partorire citazioni così ‘’elevate”???)); Goldie Hawn che s’era dimenticata il reggiseno, e francamente non ha più l’età per farlo;… commento: preferisco non continuare …. praticamente una perfetta sconosciuta al mondo la Signora o Signorina Soncini in poche righe si permette il lusso di sputare veleno su personaggi che hanno fatto storia, che HANNO una carriera, che hanno dimostrato eccelsa capacità espressiva, che hanno donato e regalato show business come se questa Soncini fosse.. non so..chi???

Vede caro direttore, io che non mi attribuisco alcuna capacità al di fuori della mia, e che non mi illumino di splendore altrui e che non amo giudicare/sputare sulla luce altrui vorrei parafrasare il detto di un saggio, certo più saggio di me e più saggio della Signora o Signorina Soncini: ‘’la scimmia che sale sul ramo più alto, mostra sempre il culo”. Credo che quello mostrato dall’autrice dell’articolo in questione è oltremodo un “culo inguardabile”. Quello delle signore e i signori, sui i quali la perfetta sconosciuta a confronto, ha sputato è da ammirare, anche vecchio, anche flaccido, anche imperfetto. Vorrei leggere cose scritte da persone capaci di scaricare le proprie frustrazioni altrove, con il coraggio e la voglia di farci sognare una splendida notte degli Oscar, di farci desiderare di essere lì un giorno a vanificarci di gloria perché qualcuno ci ha premiato, creare l’illusione della magnificenza della vita a tante ragazze e ragazzi e la voglia di inseguire gli idoli che ci fanno uscire dalla miseria nella quale viviamo, o anche solo nella fantasia che a volte diventa realtà. Sarei felice se un giorno dovessi trovarmi a “decifrare” Sophia Loren, o educatamente sorridere ad una battuta mal riuscita; capita anche ai migliori, forse non alla sua articolista/scrittrice, ma mi creda, nella vita reale, capita a tutti, anche a Jennifer Aniston, a me, a lei! Dichiararmi felice di incontrare una persona come la Soncini sarebbe oltremodo falso. Avrei paura d’essere ricoperto da una montagna di “merda” accuratamente accumulata in attesa dello scarico casuale senza nemmeno capirne il perché.

Mi creda direttore, anche se è lodevole, dare da mangiare anche a persone come la signora o signorina Soncini, è un gesto magnanimo in una società civile dove tutti hanno bisogno di mangiare, cerchi di rivolgersi ad autori coraggiosi, capaci di essere generosi, essere umani, farci volare nei sogni per dimenticare questa trita realtà; vorrà dire che sarà rivolta a persone umili, ma capaci. Si ricordi questi tempi e li osservi: YES WE CAN

Cordiali saluti

p.s. sono sicuro che ne beneficeranno anche le vendite.

LA STORIA SI RIPETE – SI, IO TI SALVERO’ – REFERENDUM

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Non ci vuole uno storico. Lo abbiamo già visto altre volte. No. Noi non lo abbiamo visto. Lo hanno visto i partigiani. Lo hanno visto i vecchi, quelli veramente vecchi. Il ripetersi della storia.

Becchi una fase storica di sconforto e di povertà. Ti metti in piazza urlando: “io vi salverò se mi votate” e “vi prometto che vi salverò” a dirlo è il piccolo uomo in questione, perché sempre di piccoli uomini si tratta, quelli che promettono di diventare il tuo SALVATORE.

Per quanto piccolo, per quanto morfologicamente insignificante, non emerge ai propensi al SI, la bugia, l’inganno, sua e di tutto il suo entourage ma si vede solo quello che si vuole vedere: LA SALVEZZA! COLUI CHE MI SALVERA’.

Ora tocca a noi. Italiani. Dal 1945 ad oggi sono passati, 71 anni. Ed è ora che qualcuno salvi il popolo. Ma quale tipo di popolo vuole essere salvato dal “lui” di turno?

Per quanto possa sembrare diversa la situazione, il principio meccanico della disperazione e della fame che brama l’arrivo di un salvatore è rimasta la stessa. A pensarci, da oltre 2000 anni.

Ho tentato senza pregiudizi di capire chi fossero coloro che voteranno SI ad una riforma dittatoriale in cui il proponente di una legge diverrà colui che sceglierà coloro che la legge dovranno approvarla. Meccanismo usato da Hitler una volta eletto con i cattolici e non parliamo di Mussolini.

Io SALVATORE ti SALVERO’, e FACCIO TUTTO IO.

Ho capito che questi elettori del SI, hanno una caratteristica in comune: Non hanno bisogno di pane, di una casa, di un bene. Hanno bisogno di qualcuno che li salvi dalla loro casa interiore svuotata di forza vitale, una casa arredata dalla RESA.

In comune queste persone, che fanno viaggi, vanno in ristoranti, vivono in case per lo più di proprietà, posseggono un auto e un lavoro e alle quali dunque non manca in realtà nulla di fatto,  sono vuote di speranza, sono sfinite, sono senza gioia. Se allora, in un tempo storico già visto,  il vuoto da colmare erano i beni che dovevano riempire lo stomaco, come fecero i due omuncoli citati, oggi il vuoto da colmare di questi propensi al SI è nella loro vita psichica ed emotiva.

Sono persone stanche. Sono persone deluse. Sono persone sconfitte. Non dalla fame, nemmeno dalla delusione politica alla quale in realtà sono poco interessati, non dalla sete, non dalla morte o le persone perse per il cammino, ma dalla loro vita disattesa: Genitori che non sono stati quelli che avrebbero voluti, matrimoni falliti, figli mai arrivati, carriere mai raggiunte, vite gestite in recupero, l’incomprensione del mondo e non ultima: LA SOLITUDINE, quella tra le 4 mura con se stessi che sfocia con una crudeltà impietosa e porta a sentirsi ormai impotenti a tutto…. accontentandosi disperatamente del meno peggio. DEPRESSIONE. Abbiamo a che fare qui, con persone, esseri umani come noi che arresi dalla loro stessa vita, protetta e colma di beni, cercano il SALVATORE che li traghetterà con i pieni poteri decisionali verso la vita sperata. “Che facciano loro, io sono stufo”.  Una vita che dietro i selfie, le belle case, gli oggetti, le apparenze, i sorrisi,  è morta e della quale ne bramano la risurrezione.

Ultimo tentativo per recuperare una MATER nello Stato, forte e autoritaria, che mi dia VITA! La mamma e il papà di recupero. Ultima occasione, ultimo treno.

Non sono interessati ai pannolini nelle scuole, la corruzione dei politici, le infrastrutture carenti, i favoritismi, la dispersione delle risorse economiche pubbliche…, nel loro inconscio cercano DELEGANDO TOTALMENTE, qualcuno che gli regali una vita che hanno perso.

E se nella storia passata era la fame a guidare la volontà dei popoli oggi è la disperazione umana.

 

Mi dispiace molto per loro. Sinceramente.

Fortunatamente l’Italia è anche rabbia, forza, vita, energia. E’ fatta di persone ancora vive, di qualunque età, non deluse dalla mamma o con il marito sbagliato o una vita persa, ma INCAZZATE.  Persone che non si accontentano del meno peggio come gli elettori del SI o come gli americani (Clinton VS Trump) che sono sempre stati un grande esempio di disastri, che siano alimentari che sociali che politici.

Questa Italia è ancora tanta. Quella della forza e della speranza.  Un Italia che è fatta da italiani che intendono rialzarsi da soli e più forti di prima dalle sconfitte della vita. Non hanno voglia di delegare. Non intendono affatto delegare. E questa Italia con questi italiani, salverà in questo giro, dal piccolo uomo di turno, nel quale gli sconfitti cercano una masochistica ennesima salvezza, tutti, anche loro. E lo farà senza rancore, ma con quella commiserazione sana ed empatica che questo tempo ci permette di avere e di cui siamo eticamente doverosi verso chi ne ha bisogno.

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

A questi miei amici e italiani come me, vorrei chiedere un attimo di riflessione. Fermatevi un istante.  Chiedetevi se è il caso, ancora una volta nella vostra storia e nella nostra, di demandare qualcuno a darci quello che ci manca o se non fosse il caso di non mollare mai le redini del proprio destino, per quanto stanchi e sconfitti ci sentiamo. Perché sappiate, che nessuno avrà mai nella vita più cura di noi se non noi stessi. Nessuno. Nemmeno i nostri genitori, quelli idealizzati compresi.

Grazie a tutti per l’ascolto.

Viva l’Italia.

 

 

Figli di papino e mammina

Insomma, sempre esistiti. Mai scomparsi. Ma…. AUMENTATI.

Quello che era una volta lo scavezzacollo amato over at all in the live, rappresentato dal primogenito della famiglia che poteva permettersi queste bizze, oggi lo è praticamente ogni coglioncello di turno.

Li vediamo all’università protetti dove il genitore chiede colloquio con il professore per un voto ingiustificabile al posto di lavoro dove vuole che non venga mai valorizzato il pupino perchè tutti invidiosi di lui.

Poi troviamo quelli che nell’azienda di papà sfoggiano una imbarazzante incapacità sotto ogni punto di vista e difesi a costo del fallimento aziendale!

Erano pochi, ora son praticamente solo di quelli. Mamma e Papà che si adoperano a vedere nei loro piccoli mostriciattoli alti 2 metri e 5cm degli dei riconosciuti come tali solo ed unicamente da loro.

Ma se ve li teneste in casa anzichè condividerli con noi?

Grazie!

 

Bentornati !!!!